Nel corso degli anni Radio West ha incontrato schiere di musicisti, coinvolti nei concerti o più semplicemente ospiti dei programmi in onda. Molti sono universalmente conosciuti, ma altri hanno lavorato più nell’ombra o sono rimasti sotto i riflettori solo per una stagione. In questa sezione riscopriamone alcuni stranieri.

INDIO (Toronto)

gennaio 1990 (Paolo Tolu) – Strano personaggio, il canadese Gordon Peterson, alias Indio: il tempo di pubblicare un album e una hit nel 1989, e in un attimo si è defilato dalla scena pubblica, forse insofferente delle regole dell’industria discografica. E dire che il suo “Big Harvest” è un album di tutto rispetto, oggi ricercato oggetto da collezione con valutazioni fino a 400 euro. Vi figurano ospiti impossibili da ignorare: JONI MITCHELL voce in tre brani; alla produzione DAVID RHODES (chitarra) e LARRY KLEIN (basso, tastiere), entrambi in quegli anni nella band di Peter Gabriel; VINNIE COLAIUTA, batterista già con Frank Zappa, Sting e decine di altri; VAN DYKE PARKS in un brano suona l’accordion e l’elenco sarebbe ancora lungo. In Canada il singolo “Hard Sun” ha violato la top 10, come pure nella classifica di Billboard dei brani più trasmessi in radio. Poi più nulla, o quasi: nel 2007 un brano pubblicato per pochi intimi, nel 2009 una causa intentata contro Eddie Vedder dei Pearl Jam, che per il film “Into the Wild” fece una cover proprio di “Hard Sun”.

WILL T. MASSEY (Texas)

luglio 1991 (Paolo Tolu) – Uno dei tanti beautiful loser del rock. Cantautore di talento, ribelle nell’anima, Will T. Massey iniziò a pubblicare le sue canzoni su cassetta negli anni del liceo. Nel 1991 il suo momento migliore: un album per una major prodotto da ROY BITTAN (già con Bruce Springsteen), al fianco di MIKE CAMPBELL (Tom Petty), KENNY ARONOFF (John Mellencamp)… Seguirono i commenti su Rolling Stone e Time, l’apertura di concerti di artisti come Townes Van Zandt e Steve Earle, le interviste… Ma le luci si spensero in fretta, a causa dei suoi problemi caratteriali e di salute: la rottura col manager, la schizofrenia, i ricoveri in ospedale, il rifiuto delle cure, il conflitto con la famiglia, le ristrettezze economiche. A metà anni ’00 il lento e faticoso riemergere, fino a nuove incisioni e ad un inaspettato legame con l’Italia, dove aveva ancora una base di fan per le serate che risalivano al periodo d’oro: così arrivarono un mini-tour di 2 settimane e addirittura l’uscita di un’antologia, curata insieme a Ermanno Labianca, noto giornalista musicale, speaker, autore televisivo, qui in veste di produttore. Questo nel 2016. Ma le luci in un attimo si sono di nuovo spente e Will T. Massey è ripiombato nei suoi incubi.

Al doppiaggio Roberto Rossi.

BLESSING (Londra)

6 novembre 1991 (Paolo Tolu) – I londinesi Blessing, guidati dall’ottimo cantante William Topley, passarono come una meteora nei primi anni ’90, con un album rock intriso di blues e soul: Prince of the Deep Water, impreziosito da  comparsate illustri (JEFF PORCARO, RICKY LEE JONES, BRUCE HORNSBY, NICKY HOPKINS). Ha venduto 125.000 copie e il singolo Highway 5 ha scalato le classifiche UK fino al 30° posto. Ma il secondo album non ha avuto gli stessi riscontri, così la band rimase senza contratto e si sciolse. William Topley proseguirà come solista fino ai nostri giorni con una notevole continuità, anche se in posizione defilata. Nel corso dell’intervista sono inseriti frammenti dei brani: Let’s Make Love, Denial, I Want You, Higway 5, Prince of the Deep Water.

Al doppiaggio Alberto Canegallo.

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