Tra fine anni ’80 e inizio anni ’90 Alessandria divenne a suo modo una piccola capitale del fumetto, grazie all’iniziativa di un gruppo di “ex ragazzi” appassionati del genere, soprattutto Ugo Boccassi ed Enzo Macrì, animatori a partire dal 1987 della serie di mostre intitolate “Balloon”. Sempre a loro si deve l’organizzazione, a fine estate 1994, dell’esposizione “Luigi Corteggi: un pittore prestato al fumetto”, al Museo di Valle San Bartolomeo (Alessandria).
Corteggi (1933-2018) è uno dei grandi maestri del fumetto italiano. Il suo nome è legato a due giganti dell’editoria di settore nel secolo scorso e oltre: la Corno (che portò in Italia i supereroi della Marvel) e la Sergio Bonelli (che si inventò con Tex e dintorni il classico formato appunto “bonelliano”). Per la prima negli anni ’60 affiancò gli autori nel contribuire al successo di serie fondamentali come Kriminal (circa 300 le sue copertine), Satanik (sfiorano le 200), Alan Ford (sue le prime dieci copertine a tempera), per le quali realizzò anche le iconiche testate. Il suo lavoro proseguì a metà anni ’70 per quella che sarebbe diventata la Sergio Bonelli Editore. Anche in questo caso lasciò il segno disegnando loghi passati alla storia, autentici best seller in edicola: Mister No, Martin Mystere, Dylan Dog, Nathan Never… Con la Bonelli le competenze professionali di Corteggi fecero un notevole salto di qualità: gli venne affidato il complesso ruolo di art director, che copriva ancora al momento di questa intervista concessa a Radio West.
- 27 agosto 1994
- Paolo Tolu
intervista a Luigi Corteggi
Esploriamo il mondo del fumetto insieme a Corteggi: gli aspetti tecnici, la creazione dei loghi delle testate, la crescita del fumetto d’autore, la nascita e la caduta dei personaggi, il fumetto italiano all’estero. E poi ancora il successo straripante (in quegli anni) di Dylan Dog, il profilo generazionale dei lettori, il fumetto da disciplina negletta ad arte, il rapporto creativo con la tecnologia e il computer (allora agli esordi, ma delineato con grande lucidità e lungimiranza da Corteggi). Ma cominciamo delineando i compiti dell’art director:
