Dall’altra parte del mondo, per amore dello sport e della natura. Su questi presupposti all’inizio del 1990 l’alessandrino Mario Demicheli è partito per la Nuova Zelanda insieme ad un equipaggio di amici (un milanese e due spezzini), alla ricerca dei fiumi “giusti” per alimentare la sua passione: il kayak. Un’avventura pressoché inedita per gli sportivi italiani, intrapresa con un intento preciso: la stesura di un resoconto dettagliato delle zone esplorate e della navigabilità dei corsi d’acqua percorsi, da lasciare a disposizione di altri canoisti impegnati in futuro a ripetere ed approfondire l’impresa. Demicheli, che aveva alle spalle quattro anni d’insegnamento alla scuola di canoa e kayak di Courmayeur, non era nuovo a esperienze di questo tipo: nel 1989 si era già messo alla prova sui corsi d’acqua dei Pirenei.